D: Allora Eraclito, Pitagora l'accusa di essersene andato nei boschi, per paura del confronto con lui e perchè in fondo lei sarebbe solo un cercatore di tartufi, per giunta fallito. Come si difende?

R: Innanzitutto sono i tartufi che trovano me. In secondo luogo, il Signor Pitagora non ha ancora capito che sapere molto non insegna niente, non quello che conta davvero almeno. E' il logos che conta. E basta. Ma Pitagora, Ecateo, Esiodo - te lo raccomando quello - Senofane e compagnia cantante proprio non lo vogliono capire. Vede, il logos è dappertutto e da nessuna parte. Le racconto una cosa che mi è successa. Circa un mese fa, dei forestieri sono venuti a casa mia a farmi visita. Forse erano incuriositi dalla fama che precede il mio nome - ride.
Fatto sta che faceva freddo e io me ne stavo davanti ad una piccola stufa a scaldarmi. I forestieri però esitavano ad entrare e dall'uscio mi guardavano affranti e delusi. Delusi, si. Non è che io navighi nell'oro e nemmeno nella giovinezzza, d'altra parte. Però io li ho invitati ad entrare e a sedere accanto a me. Siamo rimasti in silenzio davanti alla stufa per circa un' ora. E alla fine, quando ho visto che cominciavano a dare i primi segni di insofferenza, ho detto loro - quando e se avranno capito dipende dalle loro diottrie - : "Vedete, anche qui abitano gli dei."


one shots
LucFaccenda ¦ 12:12 ¦ domenica, 30 dicembre 2007 ¦ Permalink ¦ commenti (2) [popup]


L'uomo che vedete nel riquadro - la cui bellezza supera, inutile dirlo, ogni definizione - è comparso quest'oggi misteriosamente sulla Home Page del GAI. I motivi della scelta, a parte l'immensurabile finezza dei tratti, che non poteva non balzare all'occhio, è chiaro, trattandosi di arte, rimangono ignoti quanto ai pregi della sua Opera. Ma voci di corridoio parlano di un dovuto attestato di stima da parte della comunità artistica tutta nei confronti dell'inarrivabile genio totale dell'ultimo discendente di Casa Da Vinci.


LucFaccenda ¦ 18:14 ¦ giovedì, 13 dicembre 2007 ¦ Permalink ¦ commenti (7) [popup]


La storia è ambientata nel futuro, in un mondo devastato dal Precariato e dai camionisti incazzati per gli aumenti del gasolio. Così, per porre fine all’emergenza, l’organizzazione internazionale chiamata C’è Pista Per Te, studia un progetto per mandare avanti la baracca, ma un’altra organizzazione, chiamata Fatti di Maria De Filippo mira a sovvertire i piani di C’è Pista Per Te dallo spazio.  Allora C’è Pista Per Te decide di inviare nello spazio una squadra speciale, i Ganchanan, con l’obiettivo di uccidere il capo dei criminali spaziali, il perfido Trony Non Ci Sono Paragoni, e chiamati così perché vanno tutti a Gancha, un siero che permette loro di fare quel cazzo che gli pare restando impuniti. I 5 Ganchanan sono: Berlusken, l’aquila: un ragazzo di circa vent’anni, leader del gruppo, grazie al suo carisma e ai poteri straordinari del suo naso. Suo padre, Dio, è stato ucciso da Trony Non Ci Sono Paragoni, perciò Berlusken non esita ad arruolarsi nei Ganchanan per sostituire il padre; Schifò, il condor: il più scontroso di tutti, esperto nell’arte dello strabismo-do o arte dell’occhio a spasso. Micidiale. Brambillcoscjun, il Cigno: innamorata di Berlusken, esperta in arti troiali, non perde un colpo, in tutti i sensi; Gaspej, la rondine: è il più stupido di tutti, adottato da Brambillcoscjun, non capisce niente. Lo tengono in squadra per ridere; infine, Mastellyu, il gufo: ex zappatore, abitava con la famiglia a Sarno, quando decide di arruolarsi come masso-da-catapulta: un’arma super sofisticata in grado di abbattere anche le fortezze più resistenti. Grande e grosso, non è esperto in niente, ride o grida come viene: lo tengono per sfondare le porte.
La guerra spaziale sarà durissima. Chi perderà?




LucFaccenda ¦ 19:49 ¦ martedì, 11 dicembre 2007 ¦ Permalink ¦ commenti [popup]
Viste le pressantissime richieste del mio numerosissimo pubblico, che mi chiede sempre di sapere qualcosa del mio passato e di me - sono stato sempre evasivo perchè avrei dovuto dire vita morte e miracoli di un genio leonardesco quale io mi sono - ho deciso alla fine di soddisfare questo desiderio irrinunciabile con alcune brevi note sull'autore di questo blog.

Luc Faccenda nasce nell'amara terra di Lucania - tant'è vero che c'è pure l'amaro. Da bambino si ispira a Robert Plant, infatti strilla e si fa crescere i capelli. Poi cresce lui e verso i 10-11 anni, con occhiali e capelli con la scrima è veramente un cesso. Durante l'adolescenza, invece di sfruttare l'irripetibile potenza sessuale di quegli anni, si da arie da dandy e si fa crescere il codino come Baggio. Ma senza cavarne granchè. Infatti dopo qualche anno il codino si stufa e se ne va. Non tornerà mai più. Si iscrive poi a Legge. Ci mette il doppio del tempo. E non avendo scuse dirà poi che fu colpa di Berlusconi. Terminata l'Università, decide di fare lo scrittore e di fare lavori di merda per campare. La seconda cosa non la farà, la prima così e così. Dopo una decina di concorsi tra Finanza e Carabinieri capisce come va il mondo e pensa che alla fine sarebbe stato meglio fumare che fare come lavoro quello che rompe i coglioni a quelli che fumano. Non avendo più uno scopo decide di pagare un editore e si fa pubblicare una raccolta di poesie. Giusto per vantarsi al bar. Si vanterà allo stesso modo altre 2 volte. Ma non dirà di aver pagato, perchè nella vita è stato fin troppo sfigato e quindi qualche cazzata se la potrà pur permettere. Arrivato alla canna del gas entra in una band: i Bandog. Non si capisce che musica suonano e quindi ci si trova a meraviglia. Gli suggeriscono di andare in scena truccato. Lo fa. Ma questo non gli procura i favori del pubblico femminile, come una parte di se sperava. Comunque combina una volta tanto qualcosa di buono e non paga nessuno. In compenso nessuno paga lui. Poi si monta la testa e si mette a fare teatro senza aver fatto nessuna scuola. Ma fa credere a tutti di avere un talento naturale e la fa franca. Porta in scena uno spettacolo per una stagione. Poi si accorge di avere trent'anni, di non avere un lavoro, di non avere una macchina, di non avere un harem, di non avere un soldo, di non avercelo come Rocco Siffredi, di non avere culo, insomma di non avere. Così alla fine pensa: apriamo un blog, hai visto mai? Ed eccolo qua.



LucFaccenda ¦ 18:27 ¦ giovedì, 06 dicembre 2007 ¦ Permalink ¦ commenti (9) [popup]