D: Crisippo, Cicerone - nel suo editoriale su CRUDOPOLIS - le attribuisce una bipartizione delle cause e usa tale bipartizione allo scopo di spiegare i rapporti tra fato e volontà libera dell’uomo: il fato dà il là all’azione, ma la volontà rimane artifex interna e simultanea. Lei ha dato a Cicerone del “coacervo”. Ebbene?

R: Vede, caro amico, il fatto è che l’anfibio Cicerone mischia le carte in tavola – accenna un sorriso – in quanto egli mi attribuisce conseguenze indebite di una bipartizione che pur sostengo. Evidentemente mastro Cicerone ha dimenticato o non mai s’è curato delle note di Diogeniano e Alessandro di Afrodisia, miei compagni di portico…Ciò tolto veniamo a noi: la bipartizione serve a stabilire cosa sia in potere dell’uomo, ma non per contrapporlo a ciò che dipende dal fato, quanto per distinguerlo da ciò che non è in nostro potere, restando a monte stabilito che sia ciò che dipende dall’uomo, sia ciò che non dipende dall’uomo, è e resta in potere del fato. E quando dico in potere del fato voglio dire in potere del fato.



one shots
LucFaccenda ¦ 14:23 ¦ domenica, 02 settembre 2007 ¦ Permalink ¦ commenti [popup]