Cassa Editrice: “Il suo contratto di edizione si è concluso.”
L’autore (che sarei io): “Concluso.”
Cassa Editrice: “Dunque…lei ha venduto una sessantina di volumi.”
L’autore (che sarei io): penso: allora…loro hanno tirato su tipo 750 euro…a me ne toccano 75…beh mi farò un bel puttanone almeno.
Cassa Editrice: “Vede, ci sono rimaste 87 copie in magazzino. Copie che vanno al macero.”
L’autore (che sarei io): “Ah…”
Cassa Editrice: “Ecco noi le facciamo una proposta: quella di commutare i suoi diritti d’autore nel corrispettivo per le 87 copie che andrebbero al macero.”
L’autore (che sarei io): “Ah…”
Cassa Editrice: “Volevo sapere se lei è interessato…è un peccato che le copie rimaste vadano distrutte: le offriamo di pagarle un euro a copia.”
L’autore (che sarei io): “Quindi dovrei pagare 87 euro…”
Cassa Editrice: “No! No! Lei paga solo le spese di spedizione. Il resto è coperto dai soli diritti.”
L’autore (che sarei io): “Va bene.”
L’autore (che sarei io): penso: ho pagato tutte e 150 le copie che m’hanno mandato a casa – a prezzo pieno. Non ho venduto un cazzo. E quei quattro soldi di diritti d’autore ora se li pigliano pure. Passi che la poesia non vende. Passi che se l’editoria è a pagamento chi è lo stronzo? Passi che gli autori prendono una miseria. Ma col puttanone. Col puttanone come la mettiamo?
Si ringrazia la Casa Editrice Il Filo per la gentile concessione.